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Siamo
arrivati a Rio in una giornata calda, ma piovosa, all’aeroporto
siamo stati “assaliti” da numerosi carioca che ci volevano
prenotare un taxi oppure ci volevano cambiare i soldi, fortuna che
Carmine ha mantenuto il suo sangue freddo (io avevo sonno ed ero
già nel panico) e così siamo andati al banco della Cootramo Taxi e
abbiamo pagato con la carta di credito (accettata dovunque) il
viaggio fino a Copacabana. Quest’anno abbiamo fatto i turisti fai
da te, così ci siamo fatti portare in un albergo che su internet
ci sembrava carino ed economico. L’Atlantic
Hotel Copacabana è un albergo a quattro stelle in
Rua Siquiera Campos, il prezzo
per camera con cassaforte è di 180 real al giorno (54 €), la
nostra stanza era spaziosissima, dotata di un’anticamera con
tavolino e divano, di un enorme bagno e della camera che aveva
un’enorme vetrata, affacciandosi dalla quale si vedeva a destra la
statua del Cristo Redentor e a sinistra la famosa Praia de
Copacabana. Abbiamo dedicato i primi giorni del nostro viaggio per
visitare i luoghi più famosi, siamo saliti sul
Pan di Zucchero con la
teleferica, prima di arrivare lassù c’è una sosta sul Morro da
Urca dove abbiamo visto numerose
scimiette. Da entrambi i Morri si può godere di una vista
eccezionale. Un’altra imperdibile escursione è stata quella al
Corcovado, siamo arrivati nel
quartiere di Cosme Velho con l’autobus e da lì abbiamo preso il
caratteristico “trem do corcovado”
che ci ha portato quasi alla vetta. Con i suoi 704 metri il
Corcovado è il morro più alto di Rio per cui il panorama è
indescrivibilmente bello. La statua del Cristo Redentor è
meravigliosa ed imponente, domina la città e trasmette un senso di
protezione. Altra tappa fondamentale è il
Maracana,
lo stadio più grande del mondo, lì ci siamo stati due volte, la
prima per visitarlo, siamo entrati anche negli spogliatoi, e la
seconda per assistere alla partita Flamengo – Paysandu per vedere
dal vivo la torcida brasiliana. Arrivare allo stadio è
facilissimo, basta prendere la metro che ha una fermata proprio lì
davanti. Dopo 3 giorni ci siamo trasferiti in un altro albergo a
tre stelle della stessa catena (Hotel Bandeirantes) che si trova
in Rua Barata Riberio, ancora più vicino al mare, più economico
(120 real cioè 36 €) e dalla colazione più abbondante : )
naturalmente la camera era più piccola, ma per quello che ci siamo
stati … A Copacabana la strada degli acquisti è Nossa Senhora de
Copacabana, un’enorme strada a quattro corsie dove potete trovare
di tutto e di più, ci sono molti supermercati, centri commerciali,
e negozi di tutti i tipi, molti sono in stile brasiliano, ma tanti
altri si avvicinano ai nostri. Assolutamente da non perdere sono i
“sucos” ovvero i succhi 100% naturali, in pratica sono dei
frullati naturalissimi di frutta fresca, irresistibile il gusto al
manga (mango), ma buonissimi anche tutti gli altri a partire dall’abacaxi
(ananas), mamao (papaia), banana, morango (fragola) ecc. La strada
che costeggia la spiaggia è la famosa
Avenida Atlantica con gli
ancor più famosi marciapiedi ad
onde bianche e nere. Le spiagge sono bianche e lunghissime,
peccato che non sia molto pulite, il fatto è che i brasiliani (non
tutti) sono un po’ “maiali” perché bevono una lattina e poi la
buttano sulla sabbia, mangiano un panino e buttano la carta per
terra e così via. Il mare, o meglio l’oceano è freddissimo ed è
sempre molto mosso, tutte le volte che sono andata a fare il bagno
avevo paura perché la corrente era veramente forte! A Copacabana è
impossibile rimanere a piedi perché taxi e autobus hanno
monopolizzato le strade, ci sono diverse compagnie di autobus che
sfrecciano e si rubano i clienti tanto il biglietto si fa sopra e
il costo è standard. Sinceramente viaggiare sugli autobus è un
divertimento perché i vari autisti fanno le gare, a volte
pensavamo di essere al luna park! Dei nostri quindici giorni due
li abbiamo passati nel centro commerciale – culturale di Rio dove
abbiamo visto vari musei, la famosa
chiesa piramidale, gli
Arcos da Lapa e il quartiere
di Santa Teresa che si raggiunge con un turistico e caratteristico
bonde (un precario trenino
giallo). Un giorno siamo andati sull’isola di Niteroi per vedere
il famoso Mac (museo di arte
contemporaneo), l’edificio contiene opere veramente strane e lo
stesso museo ha una forma del tutto particolare, un fiore che
sboccia. L’isola di Niteroi è collegata a Rio con un ponte di 14
Km, noi per non perderci nulla abbiamo fatto l’andata col
traghetto e il ritorno con l’autobus per provare l’ebbrezza del
ponte! Naturalmente abbiamo visitato anche i centri commerciali
ovvero il Rio Sul, un enorme edificio nel sud di Rio e il Barra
shopping, il centro commerciale più grande dell’America latina,
pensate che ci sono ben 570 negozi!! Un giorno abbiamo fatto il
giro del Lagoa Rodrigo de Freitas,
un grande lago alle spalle della spiaggia, lo abbiamo costeggiato
quasi tutto (6 Km), ci siamo allontanati solo per entrare nel
Giardino botanico che costeggia
anche la Foresta di Tijuca. Naturalmente non sono mancate le
giornate di puro relax in spiaggia, laggiù il sole è veramente
forte, per fortuna c’era una baracchetta che affittava gli
ombrelloni altrimenti saremmo tornati a casa ustionati! In
spiaggia vendono veramente di tutto, a partire dai classici parei,
magliette e costumi, alle creme abbronzanti, bibite, sandwich,
spiedini di gamberetti (camarao), patatine, pop-corn dolci e
salati, biscotti, gelati, santini (!), braccialetti, ecc. I
carioca sono gentili e socievoli, sono bellissimi perché sono di
tutti i colori e trasmettono allegria, gioia e musicalità,
purtroppo è ancora vivo il problema delle
favelas e della povertà. Noi non
abbiamo mai avuto alcun problema, anzi spesso abbiamo ricevuto
consigli e informazioni senza chiederle, importante sapere che è
quasi impossibile finire in una favelas perché queste si trovano
tutte sui morri, laddove non è potuta avvenire l’espansione
urbanistica. Rio è un ammasso di grattacieli immersi nel verde,
non c’è uno stile tipico, ogni palazzo è diverso dall’altro,
l’unica caratteristica comune è che tutti i residence hanno alte
cancellate con punte aguzze color oro ed un guardiano fisso.
Vivere laggiù dovrebbe essere bellissimo soprattutto quando si
avvicina il Carnevale ed è festa ovunque. La sera non c’è molto da
fare, noi andavamo sempre a passeggiare alle bancarelle di
souvenir, ci sono qualche discoteca, ma sono i centri di
prostituzione … e i locali scarseggiano se si escludono i numerosi
chioschi lungo il marciapiede della spiaggia dove le bevande
tipiche sono il coco gelado (si
beve l’acqua del cocco direttamente dal frutto) e la caipirina.
Per tre volte siamo stati anche al Bingo e l’ultimo giorno ho
anche avuto la fortuna di farlo! Per quanto riguarda il mangiare
esistono principalmente due tipi di ristorante: quelli a porzione
e quelli al kilo. In quelli a porzione si paga una cifra fissa
(escluso le bevande) e poi si mangia finchè si ha fame, ci sono
enormi buffet, ma il ristorante più tipico è la churrascheria. In
questi locali ti danno un cartellino tondo, rosso da una parte e
verde dall’altra, quando lo si posiziona sul verde i camerieri ti
servono carne a volontà direttamente sul piatto da uno spiedo,
mettendo il cartellino sul rosso nessuno vi verrà a disturbare …
L’altro tipo di ristoranti sono quelli a kilo ovvero ci si riempie
il piatto servendosi da un buffet, poi si mette il piatto sulla
bilancia e a seconda del peso si paga. Naturalmente ci sono anche
i classici ristoranti, noi siamo stati al Don Camillo, un
ristorante italiano dove si mangia veramente bene e si spende
relativamente poco, poi abbiamo anche preso la pizza da Rosso
Pomodoro a Ipanema e devo ammettere che era buona come quella che
fanno qua da noi (il pizzaiolo era napoletano!). Al giorno abbiamo
sempre mangiato nei locali tipici assaggiando un po’ di tutto, la
maggior parte degli stuzzichini è fritta però si possono mangiare
anche i classici hamburger accompagnati naturalmente dai favolosi
succhi. Ormai credo di avervi raccontato quasi tutto e forse mi
sono dilungata veramente troppo … ultimo appunto se andate a Rio
non potete non visitare anche Leme,
Ipanema e Leblon, gli altri quartieri “turistici” in riva al
mare |